Scenario Perdita refrigerante dall’impianto Arbi: misure di auto tutela
Descrizione dello scenario Perdita refrigerante dall’impianto Arbi
Preliminarmente si evidenzia che la Società ARBI dispone di un proprio piano di emergenza e primo intervento.
Il compito di questa Protezione Civile è quello di intervenire al momento in cui si determini una fuoriuscita di refrigerante (Ammoniaca) con effetti proiettati all’esterno dallo stretto perimetro aziendale tale da poter comunque interessare gli esposti censiti in zona.
E’ tuttavia utile sapere che:
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le analisi statistiche delle direzioni dominanti dei venti riscontrati possono comunque variare e determinare uno scenario diverso da quelli considerati. In tale ottica è fondamentale verificare la direzione e l’intensità del vento per confermare la validità delle presenti analisi;
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i quantitativi di ammoniaca stoccati nel sito sono divisi in due siti. Il primo da 8000 Kg, il secondo da 1000 Kg.
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Le indagini diffusiometriche condotte dalla ARBI Dario S.p.a. indicano che i livelli di tossicità acuta non sono mai raggiunti nemmeno nel peggiore scenario preventivabile. Tuttavia livelli della soglia IDLH1 (300 ppm, effetti lievi) possono verificarsi entro 166 m dall’epicentro con soli effetti lievi per la salute (300 ppm). In tale contesto le zone di impatto (Rossa) ed attenzione (Arancio) sono state sovra dimensionate rispettivamente del 20 (200 m) e 110% (350 m) in chiave del tutto cautelativa;
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l’evento analizzato è comunque di tipo transitorio. Le indagini evidenziano come, anche nel peggiore scenario possibile, l’evento si concluderebbe in circa 17,33 minuti (1040 secondi). La natura della sostanza la rende facilmente avvertibile anche a concentrazioni molto inferiori e sicuramente non lesive della salute degli esposti (5 ppm).
Misure di prevenzione e protezione – Misure organizzative
Sulla base delle considerazioni esposte appare opportuno intervenire in modo cautelativo al fine di evitare l’ingenerarsi di condizioni di panico non ancorate a reali condizioni lesive della salute pubblica.
Sulla base dei dati in possesso sono state individuate due zone di contingenza:
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Zona ROSSA: dall’epicentro fino ad un raggio di 200 metri;
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Zona GIALLA: all’esterno della precedente per un ulteriore raggio di 150 m (350 metri dall’epicentro);
In tale contesto sono identificabili 136 esposti abitativi.
Considerato che il rischio in analisi è di tipo fortemente transitorio e che risulta, nel peggiore scenario ipotizzato, risolto in poco più di 17 minuti, appare opportuno, considerare una tipologia di intervento legata più alla mitigazione della “mancata informazione” piuttosto che degli eventi, il tutto per non ingenerare una falsa rappresentazione degli eventi da parte della cittadinanza direttamente esposta o comunque coinvolta.
Al verificarsi dell’evento il Sistema di Allerta Comunale provvederà a chiamare i residenti nelle zone di contingenza sopra identificate al fine di informali circa quanto sta accadendo, mantenendoli informati con comunicati opportunamente cadenzati.
Valgono, comunque, le seguenti azioni da porsi in essere a scopo precauzionale ricordando che, in nessun caso le concentrazioni di rilascio del gas in atmosfera sono in grado di provocare danni alla salute umana:
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VIETARE l’accesso e la permanenza a persone e non addetti ai soccorsi, in un raggio di metri 200 dall’epicentro dell’incendio localizzato nell’impianto di trattamento rifiuti denominato il Fossetto, sito in Via del Fossetto;
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IMPORRE, in via precauzionale, le seguenti prescrizioni alla popolazione residente nel raggio di 350 Km dall’epicentro;
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RESTARE, ove possibile, all’interno delle abitazioni, salvo non debbano essere obbligatoriamente abbandonate per motivi di sicurezza imposti dalle competenti Autorità;
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TENERE chiuse porte, finestre e lucernari. Mantenere disabilitati sistemi di ventilazione e condizionamento;
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EVITARE attività all’aperto, in particolare per bambini, anziani e persone fragili;
Al ristabilirsi delle condizioni di sicurezza ordinarie è dato avviso mediante il Sistema di Allerta Comunale ed i canali Social della Protezione Civile.
1 La soglia IDLH (Immediately Dangerous to Life or Health) è un livello di concentrazione di una sostanza chimica nell’aria che può causare effetti permanenti immediati o ritardati sulla salute, impedire la fuga dall’ambiente o portare alla morte, ed è utilizzata per la protezione dei lavoratori, con valori specifici definiti dal NIOSH per circa 400 sostanze pericolose, solitamente espressi in ppm o mg/m³
Ultimo aggiornamento
15 Gennaio 2026, 15:41